lunedì 21 maggio 2012

In silenzio

Al corso di primo soccorso che feci alle medie ci puntualizzarono una cosa, che mi è rimasta impressa: se dovete soccorrere più di una persona, non sempre vale il principio che chi si lamenta di più sta peggio. Anzi, non vale quasi mai.
L'urlo di dolore impressiona, certamente, ma non è detto che tace stia soffrendo meno. Il dolore sordo, quello che ti prende alla bocca dello stomaco, spesso ti toglie anche la forza di parlare.
Poi c'è il dolore che deve per forza star muto. Quello che non può far rumore, perché... per mille motivi non lo si può raccontare. Il dolore soffocato su un cuscino, portato in giro con forza tutti i giorni, che taglia le gambe all'altezza delle ginocchia, e che si deve portare comunque con sé. Il più subdolo, quello da nascondere, dietro a sorrisi sforzati, rimandato ad angoli di solitudine dove non siano necessarie spiegazioni.

(...) un dolore che sale, che sale...
Si ferma sulle ginocchia che tremano, e so perché... 

E proprio in questo nascondere in qualche modo ce lo autoinfliggiamo, per non reagire soffriamo di più, celando sempre, e comunque.
A voler ben guardare ci son momenti in cui è più difficile nasconderlo, se per stanchezza o volontà nascosta di esser consolati, non saprei dire... Accorgersene è un attimo, un respiro a fondo e si ritira fuori il sorriso di schermo.

(...) un dolore che sale, che sale e fa male...
Ora è allo stomaco, fegato, vomito, fingo ma c'è  

Alle volte è anche una carezza a sbriciolare il muro, ad abbattere la finzione, un gesto gratuito, dolce, inaspettato, che altrettanto inaspettatamente frantuma il silenzio, forse per un attimo o forse più a lungo.
La sensazione di cercare di svuotarsi...
Perché sai che svuotarsi è impossibile e come un'onda ritorna, si innalza e si increspa prima di tornar giù e risollevarsi al prossimo alito di vento.

Resta che una parte del cuore
sarà sempre sospesa
senza fare rumore,(...)

Almeno la lezione l'hai imparata, e adesso cerchi di raccontarti meno bugie, hai deciso che di nuovo no. Che stavolta vuoi difenderti.


Ed anche il cuore adesso implora
Di evitare ogni dolore


Le parti in corsivo sono testi delle canzoni dell'ultimo album di Arisa

4 commenti:

Lieve ha detto...

Che bella la canzone di Arisa :)
Ma a parte questo, spero vada tutto bene...Sembrano parole molto sentite...
Un abbraccio

Clode ha detto...

LE canzoni, è bello tutto questo nuovo album di Arisa, e alcune parole, risvegliano sensazioni anche dolorose se la giornata glielo concede...
Cara Lieve, non aver pensiero, c'è solo che le nuvole passeggiano sempre...

valigiesogni ha detto...

Che bello questo post! Intenso ma con un ché di doloroso. Mi tranquillizza il tuo commento in risposta a Lieve. Le nuvole sono parte integrante del cielo. A volte si addensano ma, poi, una folata di vento le dissipa. Un bacio.

Clode ha detto...

Già, hai detto bene a volte si addensano... e la scrittura rimane uno dei miei sfoghi preferiti! :)