venerdì 4 marzo 2011

Warum, warum Deutsch?!

"Ma perchè proprio il tedesco?"

Questa è la domanda che mi sento fare da quando ho iniziato l'Università, e di solito la risposta che dò inizia a spiegare che nella mia carriera scolastica avevo studiato solo l'inglese, quindi comunque la scelta di una seconda lingua voleva dire partire da zero, quindi a quel punto c'erano molte lingue "equivalenti". Certo, potevo scegliere una lingua romanza, avrebbe dato meno problemi l'origine comune con la mia lingua madre, ma il francese mi sembra un po' snob (o forse lo sono solo i francesi...), e lo spagnolo era (ed è) inflazionatissimo, è la seconda lingua più scelta dopo l'inglese! Scegliere il tedesco voleva dire comunque orientarsi tra le lingue anglo-germaniche (quindi con patrimonio comune con l'inglese), scegliere una lingua sufficientemente richiesta dagli annunci di lavoro...

Poi di solito la conversazione continua con il mio interlocutore che sottolinea come il tedesco sia una lingua "dura", dai suoni militareschi, poco malleabile, quasi spiacevole da sentire...

Ecco, io su questo proprio non sono d'accordo! Ha sicuramente molti suoni consonantici (se così si può dire), ma non dimentichiamoci che centinaia e centinaia di Lieder sono stati scritti in questa lingua. Schumann trovò così il modo di dedicare bellissime parole d'amore all'amata Clara. E alcuni anni prima anche Schubert aveva usato le poesie dei poeti della sua terra per comporre dei bellissimi cicli liederistici.



Il tedesco è la lingua dello Sturm und Drang, di quell'appassionato periodo pre-romantico che ha fornito tra l'altro, un sacco di materiale utile ai distributori di cioccolatini e cartoline per San Valentino. E' la lingua di grandissimi filosofi, tra cui posso citare anche solo Kant e Hegel, è la lingua insomma in cui si è scritta una formidabile cultura.


E' anche la lingua del nazismo, certo, la lingua in cui sono state dette enormi atrocità da uomini sugli uomini, in cui sono state manipolate idee allo scopo di procurare dolore. Ed è una lingua che è cosciente della sua storia di questa storia, in cui certi termini non sono più neutri ma vanno evitati perché richiamano colpe troppo vergognose.

E' una lingua che mi ha fatto faticare, pentire, sudare, piangere, sorridere, imbarazzare, e che continua ad affascinarmi. Ogni tanto dico che se tornassi indietro farei una scelta diversa, forse è davvero così, però ora so che perderei qualcosa, nel bene e nel male...

4 commenti:

Lucio A. ha detto...

Ciao, sono uno studente universitario di giurisprudenza che probabilmente andrà l'anno prossimo in Erasmus in Germania, non conoscendo una parola di tedesco lo sto studiando ormai da un mese, per "facilitare" anche minimamente il mio arrivo e l'approccio che avrò con la lingua nel periodo iniziale...

Avrei potuto scegliere un'altra lingua (a parte l'inglese, beninteso che il sistema di common law è diametralmente diverso rispetto al nostro, e quindi l'Erasmus in paesi anglosassoni non è previsto), quali il francese, lo spagnolo... Mi hanno detto però in molti che il tedesco è molto importante per chi vuole avere un approccio serio e approfondito con il diritto. L'ho iniziato a studiare e devo dire che mi intriga molto, con tutte le sue costruzioni e declinazioni; ho inoltre fatto il classico, quindi lo trovo abbastanza simile al latino e al greco, che sono anch'esse lingue ricalcate sul sistema di declinazioni. Anch'io sostengo che abbia una sua musicalità peculiare, che bisogna però imparare ad apprezzare.

Andando in giro su Paperblog non ho potuto fare a meno di leggere il tuo articolo e devo dire che mi è piaciuto molto.

Un saluto e in bocca al lupo per lo studio del tedesco ;)

Clode ha detto...

Ciao, ti ringrazio molto, e spero che la tua esperienza con il tedesco sia più positiva della mia (ho faticato davvero molto all'inizio). Ma sicuramente arrivato là una buona Tauchen nella lingua ti farà raggiungere buoni risultati in tempi relativamente brevi!

e benvenuto su questi lidi, comunque tu vi sia arrivato...

Artemide Diana ha detto...

«Warum?»
«Weil Deutsch schön ist!»

Anch'io ho iniziato il tedesco all'università (anche se avevo iniziato a studiarlo da sola, prima).

Ho frequentato un corso accelerato di tedesco in una scuola privata (3 volte a settimana per 6 ore), frequentato l'università, amato il tedesco tantissimo.

Sono arrivata a sognare in tedesco (lo so perché parlo nel sonno e mia madre diceva che ascoltava i miei monologhi la notte), ho letto senza dizionario Die Stimmen von Marrakesch di Canetti...

30 e lode agli esami e amen. Ho abbandonato, ho perso tutto.

Ho appreso il croato che si è sovrapposto al tedesco.

Mi dispiaceva così tanto che ho seguito un corso privato all'università di Zagabria (la prof e io). Niente da fare: con lei mi usciva il croato. Finite le due ore, andavo alla kantina della facoltà e ordinavo in tedesco.

Schade.

(Ora ricordo solo la canzone di Dreigroschenoper, vado a memoria, chissà se scrivo bene)

Era per dire: capisco tutto, Clode.

Clode ha detto...

Jacq, riesci sempre a sorprendermi, anche il tedesco?? Unbelievable, Unglaublich!

Purtroppo con le lingue è così, se smetti di frequentarle, smetti di parlarle e le conoscenze incamerate svaniscono... spero di coltivarle entrambe dopo la laurea...
:-)