martedì 19 ottobre 2010

Non mi è chiaro perché la "cosa giusta" è sempre quella che lascia infelice me... "Fare la cosa giusta alla fine ripaga." Ma qual è questa fine? E soprattutto dov'è la mia ricompensa?
Mi ripeto dentro la testa gli esatti motivi che giustificano la scelta che ho fatto, e sono tutti inoppugnabili, tutti nobilissimi e, cosa non da poco, saranno tutti utilissimi a salvarmi dal preannunciato dolore che vedo chiaramente in fondo a questa strada. Peccato però che mi abbiano precluso anche quel poco di felicità che stavo sfiorando...
Sì, ho deciso per rispetto verso me stessa, per coerenza con le cose in cui credo, per evitarmi del dolore inutile (di nuovo...), eppure il rimpianto c'è... dentro il mio stomaco qualcosa punge e mi fa contorcere.
E poi la consapevolezza che a fare la "cosa giusta" non siamo poi una folla, invece a fare delle scelte senza pensare alle conseguenze sono in parecchi, e viene spontaneo chiedermi, sono poi così infelici loro che se ne fregano di tutti e tanto più delle conseguenze delle loro azioni? Perché alle volte guardandoli non mi pare che lo siano...


Lo disse con voce fredda, guardando Hervé Joncour negli occhi, e senza farsi sfuggire la minima espressione.
Tornate, o morirò.
Hervé Joncour rimise il foglietto nella tasca interna della giacca.
- Grazie.
Accennò un inchino, poi si voltò, andò verso la porta e fece per posare alcune banconote sul tavolo.
- Lasciate perdere.
Hervé Joncour esitò un attimo.
- Non parlo dei soldi. Parlo di quella donna. Lasciate perdere. Non morirà e voi lo sapete.

A. Baricco, Seta

2 commenti:

Artemide Diana ha detto...

La saggezza, una gran fregatura.
Hai scelto tra: "Soffro un tot ora" e "Soffrirò un botto di più dopo"

(se *un botto di più* è incomprensibile, tradurre con *tanto tanto tanto di più*)

Sei stata ecònoma, Clode.

Clode ha detto...

Anche l'economia non è che sia un affare, eh...
Nella prossima vita, quando rinasco, chiederò di essere meno saggia, giuro!